Le città sognanti – La città vecchia

Le città sognanti – La città vecchia

La città vecchia mi apparve all’improvviso in fondo a quella strada fatta di granelli…orgogliosa e addolorata,  in buona parte abbandonata. Qualche riferimento a un ottocento glorioso, una strana passione per vetrate variopinte e decorate, velate ormai  dalla polvere. Il ferro era arrivato fin lì, alcune case avevano i pilastrini in ghisa con capitelli decorati, la vernice che li copriva era mancante in molte parti ormai completamente rugginosi. In altre case c’erano colonnine e architravi di legno incastonati, decorati da elementi floreali in legno crepati e mal definiti.
Sulla destra vi era l’edificio più moderno della città, una struttura in ghisa e vetro, in funzione ma poco curata, con una una copertura curva a forma di omega in stile medio-orientale. Era il bar più signorile della città, mai rinnovato dal momento della creazione, e manteneva un fascino elegante e decadente…
Il fiume scorreva proprio davanti, e si sentiva un gran fragore. Il fiume lambiva la città vecchia, che si poggiava su un dirupo di roccia. Le acque, che sgorgavano dalle vicine montagne del Caucaso, erano limpidissime e portavano freschezza anche durante l’estate. Al fiume si poteva scendere soltanto dopo una lunga e tortuosa scalinata. Alcuni abitanti della città vecchia la usavano ancora per portare i loro asini ad abbeverarsi.

Al di là del fiume sopra la roccia invece, si ergeva la prima fila di case, che risultavano tra loro tutte asserragliate, fragili singolarmente in un eterno precario equilibrio tutte assieme. Davano la sensazione di poter resistere ancora qualche anno, forse addirittura decennio…chissà qualcuna anche per secoli.
Si entrava alla città vecchia attraverso dei passaggi al di sotto delle case stesse…superati questi passaggi, si arrivava subito a una seconda linea di case molto simili alle prime che si snodavano lungo una salita, a forma di chiocciola che portava alla parte alta della collina sulla quale il paese era adagiato.
Proseguendo per la salita, si arrivava dopo un paio di livelli alla sommità del paese, dove si trovava l’antica piazza formata da un paio di antiche torri difensive collegate da un antico muro…e davanti un edificio che era un vero capolavoro, era tempio e municipio al tempo stesso, alto e vetrato, molto slanciato.